A Casnigo le note del Baghèt, nel ricordo di “Fagòt” Ruggeri

Una tradizione senza tempo che diventa allegria contagiosa. Saranno le note del baghèt, l’antica cornamusa bergamasca che ha in Val Seriana la propria patria indiscussa, ad animare la giornata di domenica 8 settembre 2019, dedicata allo strumento di cui Casnigo è culla orgogliosa. “Il baghèt – spiega Luciano Carminati che guida l’associazione di promozione e tutela dello strumento –  è uno strumento povero, nato e cresciuto tra i pastori. I suonatori erano per la maggior parte contadini, e si ritrovavano nelle stalle d’inverno. Passata l’Epifania, poco prima del carnevale, lo strumento era riposto, per essere ripreso agli inizi dell’inverno successivo, a San Martino.  Con il baghèt si suonava l’antica “pastorèla” e si accompagnava il canto”. In Bergamasca ci sono tracce della cornamusa che risalgono al 1300. Nel recente passato la formazione guidata da Luciano Carminati si è esibita in tv in occasione dello Zecchino d’Oro ed è stata protagonista di un cliccatissimo video in Città Alta con il Gabibbo di Striscia la Notizia”.


Casnigo è la patria dello strumento, al punto che il consiglio comunale nel 2009 ha emanato una specifica delibera che conferisce al paese il titolo di “patria del Baghèt”. Esso campeggia sui cartelli di ingresso al paese.
Nel palazzo comunale sono conservati due antichi strumenti, appartenuti il primo al casato degli Zilioli (conosciuti come “Fiaì”), e il secondo a Giacomo Ruggeri detto “Fagòt”, probabilmente ultimo suonatore di baghèt dell’intero arco alpino sino agli anni ’60 e successivamente testimone di un’arte tramandata spesso attraverso la sola tradizione orale.

Proprio a Ruggeri (di cui Carminati è nipote) è dedicato il ricordo della mattinata, che prenderà il via alle 8.30 con la messa nella chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista. Alle 9.30 ci sarà l’animazione musicale sul sagrato della chiesa, seguita alle 10 dal corteo dei bagheter bergamaschi (intonati in si be molle) e dagli onori, al cimitero, a Giacomo Ruggeri. A “Fagòt” è legato il progetto di ricerca portato avanti negli anni dallo studioso Valter Biella (che raccolse il patrimonio orale di suonate e tecniche costruttive di Ruggeri) e cui si deve l’avvio della salvaguadia di una tradizione unica.
Alle 11 ci sarà presso il Santuario della Ss.Trinità il concerto dei campanari di Gandino, seguito da un’agape fraterna che introdurrà al pomeriggio. Alle 14 sarà ospite il Bandino di Gordona (Valchiavenna), mentre alle 16 toccherà ai Rataplam di Mapello, guidati da Teresa Villa che con il baghèt hanno condiviso la soddisfazione di suonare a Milano in occasione di Expo 2015.L’iniziativa pomeridiana ha lo scopo di sostenere i lavori di ristrutturazione del tetto della Ss.Trinità.

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